Tutto in uno: l'annuncio del nuovo don e il saluto spettacolare a suor Domenica

Il Risveglio - Giovedì 30 maggio 2013

Sabato sera 25 maggio. Nella chiesa gremita di parrocchiani, radunati per lo spettacolo che ogni anno va in scena in questo periodo, il vicario episcopale don Claudio Baima Rughet ha dato il tanto atteso annuncio: «L'arcivescovo - ha esordito - nel mese di giugno nominerà il nuovo parroco nella persona di don Andrea Notario, classe 1977, sacerdote dal 2005 e attuale viceparroco a Torino nella parrocchia delle Stimmate di san Francesco». Un applauso quasi liberatorio si è levato dai banchi: un ringraziamento al vicario e al vescovo. «Lavorerà in sintonia con gli altri sacerdoti dell'Unità pastorale; sapete che qualcuno non sta bene. Dovrete sostenerlo e sono certo che lo farete», ha concluso.

Poi la serata che si ripete da più di vent'anni, con canti e recite sempre imperniate sulla vita parrocchiale, ha avuto inizio. Questa volta la storia abbracciava due decenni, perché era la storia di una suora - suor Domenica, impersonata impeccabilmente da Paolo Lisa - giunta a Fiano 22 anni fa e rimasta a collaborare intensamente con il parroco per il bene del paese. Scenette, balli, canti eseguiti dal coro di sessanta bambini, ragazzi e adulti diretto dalla suora stessa. In prima fila accanto al vicario, don Pier Giuseppe Sandretto, in questi mesi amministratore parrocchiale, suor Colomba Bergamin, superiora di suor Domenica con le consorelle suor Nadia e suor Laura. «Tutti sanno - ha confessato, commossa, la religiosa - che questo è il mio ultimo recital; qui ho lavorato con passione ed entusiasmo, sono rimasta "giovane" perché sono sempre stata con i giovani». E loro l'hanno ricambiata: «Anna Maria Bergamaschi - le parole di ringraziamento - è una donna forte, una roccia, che ci ha insegnato ad affrontare le difficoltà, ad essere uniti. È la nostra suor Domenica!».

In questa serata non poteva mancare don Giuseppe Sanguinetti. Sempre presente nei cuori dei fianesi, al parroco di quattro decenni è stato intitolato l'oratorio. Dopo la benedizione della targa che verrà apposta sull'edificio, un pensiero semplice, quasi gridato dai ragazzi, ha raccontato molto della sua opera: «Tutti dicevano di voler dare fiducia ai giovani; lui ce l'ha data. È grazie a lui se siamo qui».

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